La prima edizione numerata di Varcare la frontiera — Ivo Andrić festival Trieste 2012 — approfondisce il lascito dello scrittore bosniaco con un ciclo di eventi dedicati al tema “Identità, cultura, utopie: l’eredità di un Premio Nobel”. Se l’edizione zero aveva tracciato il profilo biografico e diplomatico di Andrić, questa seconda stagione si concentra sulle domande che la sua opera pone ancora oggi: cosa significa costruire un’identità in uno spazio di frontiera? Quali utopie sono possibili in un’Europa percorsa da tensioni nazionali e culturali?
Il festival si conferma come spazio di dialogo aperto tra discipline diverse: letteratura, arti visive, teatro, musica e ricerca storica si intrecciano in un programma che coinvolge artisti e intellettuali italiani, sloveni, croati e serbi. Trieste si rivela ancora una volta il luogo ideale per questo tipo di conversazione: città di confine per eccellenza, punto di incontro tra mondo latino, slavo e germanico, porta verso i Balcani e l’Europa orientale.
La scelta di dedicare due edizioni consecutive a Ivo Andrić riflette la convinzione di Cizerouno che il lavoro culturale richieda tempo, approfondimento e stratificazione. Non si tratta di commemorare uno scrittore del passato, ma di usare la sua opera come lente per leggere il presente: le migrazioni, i nazionalismi, le identità ibride, la convivenza tra culture diverse sono temi che Andrić ha affrontato con una profondità che non ha perso nulla della sua attualità.
Con questa edizione Varcare la frontiera consolida la propria rete di collaborazioni internazionali, avviando rapporti con istituzioni culturali in Slovenia, Croazia e Serbia che accompagneranno il festival nelle edizioni successive.










