Con la seconda edizione Varcare la frontiera sposta il proprio sguardo verso un’altra delle grandi narrazioni identitarie che hanno attraversato Trieste e il confine orientale europeo: l’ebraismo ai confini. Il festival esplora il rapporto tra identità ebraica e spazio di frontiera, tra memoria della Shoah e presenza culturale viva nel presente, tra radici e diaspora.
Trieste è una città che porta nel proprio tessuto urbano e culturale tracce profonde della storia ebraica: dalla Risiera di San Sabba al cimitero ebraico di via per Opicina, dai caffè letterari alle librerie, la presenza ebraica ha segnato in modo determinante la vita intellettuale della città. Autori come Italo Svevo, Umberto Saba e Carlo Michelstaedter sono figure che incarnano questa sovrapposizione tra identità ebraica, cultura triestina e tensione verso l’Europa.
Il programma si articola su due stagioni consecutive (2013–2015) e comprende mostre, incontri, spettacoli teatrali e musicali, laboratori didattici. Particolare attenzione viene dedicata alle comunità ebraiche delle città adriatiche e mitteleuropee — Trieste, Gorizia, Fiume, Pola, Venezia — e al loro rapporto con i confini politici e culturali del Novecento.
Questa edizione segna anche l’inizio di una collaborazione duratura con istituzioni culturali ebraiche italiane e internazionali, e consolida la vocazione di Varcare la frontiera come festival che non teme di affrontare le pagine più difficili e controverse della storia europea.

Equilibrio ebraico










