Allunaggi” è il titolo della settima edizione di Varcare la frontiera, che prende avvio nel 2019 nel cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna e si sviluppa fino al 2021 attraversando — in modo imprevisto — la pandemia da Covid-19. L’immagine dell’allunaggio diventa una metafora potente per esplorare l’idea di approdo in un territorio sconosciuto, di incontro con l’altro, di confine fisico e simbolico tra mondi diversi.
Il festival allunaggi Trieste 2019 nasce in un momento di grande fermento culturale per la città: Trieste si prepara a ospitare ESOF2020, il Forum europeo della scienza, e il dialogo tra cultura scientifica e cultura umanistica diventa uno dei fil rouge dell’edizione. Il tema dell’esplorazione — dello spazio, dell’altro, di se stessi — si presta a declinazioni molteplici: dalle installazioni luminose dedicate a James Joyce nel quartiere di Cavana (progetto Doublin’) alle performance che esplorano il corpo come territorio di confine.
La pandemia interrompe e trasforma il programma previsto, costringendo il festival a reinventarsi in formati digitali e a distanza. Questa difficoltà diventa paradossalmente un’opportunità: Varcare la frontiera sperimenta nuovi linguaggi e nuovi canali di comunicazione, raggiungendo pubblici che non avrebbe incontrato altrimenti.
Questa edizione segna anche l’avvio del progetto Doublin’ — installazioni luminose nel quartiere di Cavana dedicate a James Joyce — e consolida il legame tra Varcare la frontiera e i grandi eventi culturali europei che gravitano intorno a Trieste.














