“Flussi di marea” è il titolo della quarta edizione di Varcare la frontiera: un’immagine che evoca il movimento continuo delle persone, delle culture e delle idee attraverso i confini. Il festival dedicato ai flussi migratori e alle identità di confine a Trieste si svolge in un momento storico in cui la questione migratoria domina il dibattito pubblico europeo, e sceglie di affrontarla non con le categorie dell’emergenza ma con quelle della cultura, della storia e dell’arte.
Trieste è una città che conosce i flussi migratori da secoli: porto dell’Impero asburgico, punto di passaggio tra Oriente e Occidente, città che ha visto partire milioni di emigranti verso le Americhe e arrivare profughi da tutto il mondo. Questa memoria stratificata diventa la lente attraverso cui il festival guarda al presente: i flussi di oggi non sono un fenomeno nuovo, ma l’ultima variazione di una storia lunga e complessa.
Il programma comprende mostre, performance, proiezioni, incontri e laboratori che mettono in dialogo artisti, ricercatori, operatori umanitari e comunità di migranti. Il festival si apre a nuovi spazi e nuovi pubblici, portando le proprie “incursioni” fuori dai confini della città e della regione.
“Flussi di marea” segna anche l’avvio di una collaborazione strutturale con Caritas Trieste, partner che accompagnerà Varcare la frontiera nelle edizioni successive portando il festival in contatto diretto con le realtà più fragili e invisibili della città.





















