“Nemo propheta in patria” — nessuno è profeta in patria — è il titolo della sesta edizione di Varcare la frontiera, che esplora il paradosso degli artisti e degli intellettuali che trovano riconoscimento lontano da casa, ignorati o incompresi nel proprio territorio d’origine. Il festival dedicato a questo tema a Trieste nel 2018 riflette su un fenomeno che riguarda in modo particolare le città di confine, dove la complessità culturale spesso fatica ad essere riconosciuta e valorizzata localmente.
Trieste è una città ricca di figure che incarnano questo paradosso: scrittori, artisti, scienziati e pensatori che hanno raggiunto fama internazionale rimanendo spesso estranei o marginali rispetto alla cultura locale del loro tempo. James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba, Carlo Michelstaedter sono nomi che il mondo conosce meglio di quanto non li conoscesse la Trieste contemporanea. Il festival usa queste storie come punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra talento, riconoscimento e appartenenza.
Il programma comprende mostre, spettacoli, incontri e performance che mettono in dialogo figure del passato e artisti contemporanei, storie triestine e narrazioni provenienti da altri contesti geografici e culturali. Particolare attenzione viene dedicata al rapporto tra Trieste e le sue comunità artistiche e intellettuali attuali. Tra gli eventi dell’edizione, l’incontro con Porpora Marcasciano al Caffè San Marco, autrice di “L’aurora delle trans cattive”, dedicato alle identità di genere e alla memoria transgender.
Con questa edizione Varcare la frontiera consolida la collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e amplia la propria rete di partner istituzionali, portando il festival su palcoscenici e in spazi di maggiore visibilità regionale e nazionale.
VI Edizione 2018/2019 Nemo profeta in patria
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