Giunta alla tredicesima edizione — e al venticinquesimo anno di fondazione di Cizerouno — Varcare la frontiera celebra le interferenze tra culture, linguaggi e pensieri che in una regione di frontiera hanno sempre fatto fiorire inattese esperienze artistiche, sociali e culturali.
Alcune figure del passato — Franco Basaglia, Claudio Misculin, Ivo Andrić, Pier Paolo Pasolini, Fulvio Tomizza, Pedro Lemebel, Marko Sosič, Carolus L. Cergoly — daranno il la a produzioni originali: spettacoli, performance, installazioni ambientali, musica e prove attoriali tra giugno, luglio e settembre.
In giugno al Cavò, COME, installazione transfrontaliera di Proces e del Museo Etnografico dell’Istria, apre il festival con immagini e voci sui percorsi di affermazione delle identità. Al Teatro dei Fabbri, Manifesto. Parlo per la mia differenza porta in scena Pedro Lemebel, il poeta cileno che scrisse tra la dittatura di Pinochet e l’AIDS, in uno spettacolo-performance di Nicole De Leo. Il Delfino Verde porta il pubblico a Muggia tra un podcast con Paolo Fagiolo e la visita al Museo Carrà.
A luglio, al Teatro Stabile Sloveno – Slovensko Stalno Gledališče, un incontro celebra Marko Sosič tra teatro e pluralità culturale. Le Poesie clandestine di Carolus L. Cergoly — riconosciute da Pasolini nel 1974 come voce del plurilinguismo triestino, capace di farsi stridor di denti nelle poesie dedicate agli ebrei morti nei campi — prendono vita con Nikla Petruška Panizon. Il mese si chiude con Meglio che il silenzio scenda su quella notte: l’orazione di padre Turoldo ai funerali di Pasolini, interpretata da Paolo Fagiolo con un danzatore e il paesaggio sonoro di Michael Petronio. Per questo spettacolo il festival lancia una call per danzatori contemporanei under 35.
A settembre, 4 ritratti: Adriana Torregrossa e l’Accademia della Follia in una produzione di teatro performativo, lascito vivo della rivoluzione di Basaglia.
Non mancheranno laboratori per i giovani, prove aperte e walking tour alla scoperta della Trieste Plurale.
Varcare la frontiera è realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Partner di progetto: Cinquantacinque coop sociale – Casa della Musica (Trieste), Accademia della Follia – Claudio Misculin (Trieste), MIT – Festival Divergenti (Bologna), Museo Etnografico dell’Istria (Pisino, Croazia), Proces – associazione per la promozione della società civile (Pola, Croazia).
