«Meglio che il silenzio scenda su quella notte»: Pasolini, Turoldo e Trieste in scena
L’11 luglio 2026 il Teatro Stabile Sloveno ospita Meglio che il silenzio scenda su quella notte, spettacolo che intreccia voci, parole, musiche e corpi in un unico racconto scenico, prodotto da Varcare la frontiera e Cizerouno. Al centro c’è il discorso che padre David Maria Turoldo pronunciò il 6 novembre 1975 a Casarsa della Delizia, davanti alla bara di Pier Paolo Pasolini.
Turoldo per Pasolini a Casarsa: il discorso funebre del 1975
Quel giorno Turoldo lesse una lettera scritta alla madre di Pasolini, Susanna Colussi: friulana come Turoldo, come Pasolini, come quella terra che per entrambi era stata radice e ferita insieme. Erano pensieri messi su carta subito dopo la notizia della morte, tenuti perché impossibile pubblicarli, e letti solo quel giorno: parole sulla vita di Pasolini rovinata dalla troppa umanità, sulla fede magari bestemmiata ma mai tradita, sulla madre come sua vera patria. Fu in quel momento di pietà disperata che Turoldo pronunciò la frase che dà il titolo allo spettacolo.
Voce, danza e suono: lo spettacolo
Il racconto di quella giornata, nella cronaca firmata da Libero Mazzi per «Il Piccolo», risuona nella voce di Paolo Fagiolo, che accoglie il pubblico nella sala del ridotto del Teatro Stabile Sloveno. Le parole che Turoldo dedicò alla madre danno poi ritmo e cadenza ai movimenti del danzatore Toni Flego, mentre Michael Petronio realizza un paesaggio sonoro originale. Lo spettacolo si muove così in uno spazio liminare tra rito funebre e performance contemporanea, tra la voce del sacerdote e il gesto del corpo, tra la memoria di un lutto collettivo e la sua riattivazione nel presente.
Toni Flego, il danzatore scelto tra 31 candidature
Toni Flego, nato a Fiume/Rijeka nel 1996, è il vincitore della call lanciata da Varcare la Frontiera per la ricerca di un danzatore under 35, a cui hanno risposto 31 candidature da Italia, Germania, Austria e Croazia. La commissione, presieduta da Sarah Taylor, ha riconosciuto nel suo lavoro una consonanza precisa tra la gestione del corpo nello spazio e la capacità narrativa costruita attraverso micro movimenti e piccoli gesti.
Varcare la Frontiera e Pasolini: una storia lunga
Il festival dedica da sempre una parte del proprio palinsesto a Pier Paolo Pasolini, con diverse produzioni originali nel corso delle edizioni. Nel 2015 la sezione Dedica a Pasolini fu riconosciuta dal MIC e inserita nelle manifestazioni ufficiali per il quarantesimo anniversario dalla morte del poeta di Casarsa.
L’immagine guida dello spettacolo è un’opera dell’artista Chantal Vey, che lavora da anni sulla biografia e sull’opera di Pasolini, realizzata durante una sua performance a Trieste nell’edizione 2022 di Varcare la frontiera.
Informazioni pratiche
Lo spettacolo, della durata di circa 45 minuti, va in scena alle ore 21.00 al Teatro Stabile Sloveno di Trieste.
Il biglietto costa 10 euro, con prenotazione consigliata all’indirizzo eventi@cizerouno.it.
L’appuntamento chiude la trilogia di serate al Teatro Stabile Sloveno nell’ambito del calendario di luglio di Varcare la Frontiera.
Info utili
📅 Sabato 11 luglio 2026
📍 Ore 21:00, Teatro Stabile Sloveno, Trieste
⏱️ Circa 45 minuti
🎟️ 10€, prenotazione consigliata → eventi@cizerouno.it




