I ragazzi di Caritas — scout, gruppi parrocchiali, giovani della diocesi — hanno costruito i propri manifesti, discusso parole scomode attorno a tavoli tematici, ascoltato il Vescovo Enrico rovesciare il concetto di tolleranza in qualcosa di più esigente e più vero. Ogni gruppo è arrivato al progetto da un posto diverso e ne è uscito con qualcosa che non aveva prima.
Nelle giornate del 10 e del 17 gennaio 2026, nell’ambito di Varcare la frontiera_Tolleranza, Cizerouno ha realizzato due incontri con i giovani della Caritas diocesana di Trieste, coordinati da Caterina Grandi dell’area Promozione, Formazione e Osservatorio. I gruppi coinvolti — il reparto maschile e femminile degli scout d’Europa della parrocchia di Santa Caterina, il gruppo giovani della parrocchia di Sion e il gruppo giovani della Caritas diocesana — circa venti ragazzi in tutto, provenienti da realtà e background diversi.
Il primo incontro è cominciato al Mercato Coperto, dove gli otto stendardi monumentali del Tolerance Poster Show di Mirko Ilić occupavano la rampa elicoidale: oltre sessanta designer e artisti da tutto il mondo che avevano declinato la tolleranza ciascuno nella propria lingua, con la propria forma e il proprio colore. Vedere quella varietà — e poi spostarsi in piazza Goldoni, dove i manifesti sventolavano sui pili come bandiere in uno dei luoghi più attraversati e più raccontati dalla cronaca negativa della città — ha aperto domande concrete: come la rappresenterei io? Cosa significa per me?
La risposta è arrivata nella fase creativa, alla sede dell’Azione Cattolica: tavoli coperti di riviste, giornali, fogli colorati, pennarelli, fili. Ogni gruppo ha costruito il proprio manifesto. È emersa la tolleranza come bilancia tra bene e male, come porta aperta verso l’altro, come filtro che trasforma la sopportazione in qualcosa di positivo. Durante la fase creativa è arrivato il Vescovo di Trieste Enrico Trevisi, che ha offerto uno sguardo inatteso: non cosa siamo disposti a tollerare, ma cosa non possiamo tollerare. Le ingiustizie, le guerre, le parole di violenza. Un rovesciamento che ha lasciato il segno nei ragazzi e nei loro manifesti.
Il secondo incontro ha lavorato sulle parole: sei tavoli tematici — lingua, margine, straniero, tolleranza, grazie, democrazia — con video della linguista Vera Gheno come punto di partenza e gruppi che si passavano un pensiero, una frase, un’eredità da un tavolo all’altro. Parole scomode, discusse senza scorciatoie. Ne è emersa una consapevolezza condivisa: la relazione con l’altro richiede apertura e pazienza, ma ha anche dei limiti — e riconoscerli è già un atto di pensiero.
Questo è il tipo di lavoro che Varcare la frontiera cerca ogni anno: non portare l’arte davanti a un pubblico già pronto, ma creare le condizioni perché persone diverse si incontrino attorno a qualcosa di bello e difficile insieme. Il Tolerance Poster Show ha funzionato da innesco — visivo, immediato, accessibile — e i giovani della Caritas lo hanno trasformato in conversazione, in gesto creativo, in domanda aperta. Il formato ha tenuto perché ha rispettato l’intelligenza di chi partecipava.
Varcare la frontiera_Tolleranza
È promosso da Cizerouno grazie al contributo della
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
in coorganizzazione con
Comune di Trieste
in collaborazione con
Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi Agrigento
Regione Siciliana
Città di Agrigento
Comune di Lampedusa e Linosa
Fondazione Agrigento 2025
ATS Pelagies
I partner di progetto di Cizerouno per questa edizione di Varcare la frontiera sono:
Tolerance Project Inc., New York
Università degli Studi di Trieste
Caritas Trieste
Associazione guide turistiche del Friuli Venezia Giulia
Casa dell’Arte, Trieste
in collaborazione con
ENAIP- FVG
Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Trieste
Ciofs – Fp Friuli Venezia Giulia ETS, Trieste
Istituto Tecnico Statale G. Deledda – M. Fabiani, Trieste
V Circoscrizione Barriera Vecchia – San Giacomo







