Tour Trieste – Muggia sul Delfino Verde

C’è un modo per arrivare a Muggia che non passa per la strada.

Passa per il mare. Per il golfo che la mattina presto è ancora quasi silenzioso, per la sagoma del castello che appare lentamente mentre ci si avvicina, per l’odore di salsedine e il rumore dell’acqua contro lo scafo. E per una storia — quella di un uomo che quella stessa traversata la fece una notte del 1944, in direzione opposta, con un’ancora legata alla gamba e una sigaretta in bocca.

Domenica 21 giugno, Varcare la frontiera porta il suo pubblico fuori dalla città. Non in autobus, non a piedi: a bordo del Delfino Verde, via mare, da Trieste a Muggia. Un’ora e mezza di andata e ritorno, più quello che si trova ad aspettare.

La traversata — un racconto da ascoltare

Mentre il Delfino Verde lascia il porto di Trieste, i partecipanti ricevono una cartolina con un QR code. Quello che si ascolta è Il dannato — un racconto di Massimiliano Penazzi, tratto dal volume Atlante Triestino (Comunicarte Edizioni, 2025), letto dall’attore Paolo Fagiolo.

È la storia di Antonio. Un uomo che nella notte tra il 1944 e il 1945 torna a Muggia, dove è nato, per l’ultima volta. È un disertore per la Regia Marina, un nemico per i tedeschi, un traditore per i partigiani di Tito. Ha perso la moglie e i figli in un incidente di guerra. Ha una barca che lo aspetta, una gaeta che si chiama Gea, e un piano.

Il racconto di Penazzi non spiega, non commenta, non moralizza. Segue Antonio con la stessa precisione con cui Antonio segue il vento — ogni manovra descritta con la competenza di chi conosce il mare, ogni dettaglio carico di quello che non viene detto. Il golfo che si apre davanti, la bora, le luci di Muggia che si allontanano: il paesaggio che si ascolta è lo stesso che scorre fuori dal finestrino.

Muggia, il museo ritrovato

Massimo Premuda — conservatore del Museo d’Arte Moderna Ugo Carà — aspetta il gruppo al molo.

Il museo ha appena riaperto con un nuovo allestimento, nel segno dei vent’anni di attività. La collezione permanente — le sculture donate dallo stesso Ugo Carà al Comune di Muggia — è ora affiancata da due nuove gallerie di opere su carta provenienti dalla Collezione d’Arte comunale: artisti italiani e muggesani che entrano in dialogo con il maestro. Tra loro Giuseppe Capogrossi, Marcello Mascherini, Avgust Černigoj, Giuseppe Zigaina, Tranquillo Marangoni, Nino Perizi, Carlo Giorgio Titz, Emanuela Marassi, Giuseppe Negrisin, Aldo Bressanutti, Giovanni Duiz e Villibossi.

Premuda racconta le due nuove gallerie come chi le ha costruite — con la cura di chi sa che ogni opera è anche una storia di rapporti, di geografie, di generazioni che si parlano attraverso i secoli.

Un’esperienza a numero chiuso

Il tour è pensato per un gruppo piccolo. Non è una gita, non è una visita guidata standard: è un’esperienza che ha un inizio preciso — l’imbarco accanto alla Stazione Marittima alle ore 9.30 — e una logica interna che tiene insieme il viaggio, il racconto e la destinazione.

Le frontiere, anche quelle del golfo, sono fatte per essere attraversate.

Partenza per il rientro a Trieste: ore 12.30.

Costo: 20 € (include andata e ritorno sul Delfino Verde)

Prenotazione consigliata: eventi@cizerouno.it

 

Interferenze

Atlante Triestino di Massimiliano Penazzi è un libro che mappa Trieste e i suoi dintorni attraverso storie di confine, di guerra, di identità multiple e destini sospesi. Antonio — il protagonista de Il dannato — è uno di quei personaggi che appartengono a questa terra nel modo più preciso: intrappolato tra fedeltà incompatibili, in un momento in cui ogni scelta era già sbagliata in partenza.

Portare quella storia sul mare, verso Muggia, nel mese in cui il festival celebra le interferenze tra culture e linguaggi, significa fare esattamente quello che il festival fa da tredici anni: usare la cultura per attraversare i luoghi.

 

Un racconto attraversando il mare

Atlante Triestino di Massimiliano Penazzi è un libro che mappa Trieste e i suoi dintorni attraverso storie di confine, di guerra, di identità multiple e destini sospesi. Antonio — il protagonista de Il dannato che ascolteremo a bordo del Delfino Verde — è uno di quei personaggi che appartengono a questa terra nel modo più preciso: intrappolato tra fedeltà incompatibili, in un momento in cui ogni scelta era già sbagliata in partenza.

Portare il pubblico in e con questa storia sul mare, verso Muggia, nel mese in cui il festival celebra le interferenze tra culture e linguaggi, significa fare esattamente quello che il festival fa da tredici anni: usare la cultura per attraversare i luoghi, non per descriverli.

 

Domenica 21 giugno 2026, partenza alle 9.30, imbarco accanto alla Stazione Marittima. Partenza da Muggia per il rientro a Trieste ore 12.30

 

 

 

 

 

 

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Quando

domenica 21 giugno 2026
imbarco ore 9.30

 

 

 

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Dove

Trieste – Muggia

Info e prenotazioni

eventi@cizerouno.it

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