TriestePlurale: i tour

Un momento del tour urbano in piazza Garibaldi a Trieste. Con Cizerouno, le strade diventano pagine.

Dal 2012

Da 15 anni Cizerouno racconta Trieste a piedi. Un progetto che Cizerouno porta avanti dal 2012, quando i primi tour urbani – costruiti con Patrizia Vascotto – nascevano nel segno di Ivo Andrić e della Trieste che lo aveva accolto — e che da allora non ha smesso di espandersi, quartiere dopo quartiere.

Dal 2019 sono stati lanciati i tour urbani guidati da Francesca Pitacco — presidente dell’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia — che sono nati come strumento di ricerca prima ancora che di visita: d’archivio, fotografica, orale. Le strade diventano pagine, i palazzi diventano personaggi, i quartieri diventano storie.

Cavana Stories, Barriera Stories, il tour Nella Trieste del GMA, Per li rami — con il quale Cizerouno ha fatto germogliare dal Giardino Pubblico nuovi tour letterari trasversali e inattesi — e PonterossoMemorie compongono un atlante in movimento della pluralità triestina: cinque percorsi, cinque identità, cinque modi diversi di attraversare una città che non ha mai smesso di essere un incrocio.

 

2012, con Patrizia Vascotto in piazza Venezia

I tour delle interferenze

Per l’edizione 2026 di Varcare la frontiera — dedicata al tema dell’interferenza — i tour urbani di TriestePlurale diventano un capitolo del programma. Perché le interferenze non abitano solo i palcoscenici: sono scritte nelle pietre, nei nomi delle strade, nelle traiettorie di chi ha attraversato questa città e vi ha lasciato un segno.

Il percorso di questa edizione porterà il pubblico nel tessuto vivo di Barriera Vecchia e nei luoghi che ne hanno definito la vocazione di quartiere di soglia: Piazza Libertà e Largo Santos, nodi storici di transito e commercio dove le rotte del porto si sono incontrate con le vite di chi arrivava e ripartiva; il Porto Vecchio, infrastruttura imperiale trasformata in paesaggio urbano sospeso tra memoria e futuro; San Giovanni e il comprensorio dell’ex ospedale psichiatrico, territorio in cui la rivoluzione di Franco Basaglia ha prodotto una delle interferenze più radicali della storia italiana: tra medicina e politica, tra esclusione e restituzione alla città.

Una TriestePlurale al calar del sole. La città si racconta meglio a piedi, lentamente.

Raccontare Trieste

Lungo questi itinerari si sovrappongono interferenze storiche, culturali, economiche e urbanistiche: le comunità che si sono succedute e mescolate, le architetture che portano i segni di epoche e regimi diversi, le economie che hanno trasformato il rapporto tra la città e il suo mare, le visioni che hanno ridisegnato il confine tra cura e controllo.

Trieste si racconta meglio a piedi, lentamente, con chi la conosce dall’interno.

Un tour urbano in Barriera, con i manifesti di Varcare la frontiera sullo sfondo. Interferenze visibili, anche in strada.

I tour urbani di Trieste Plurale

Dal 2012 Cizerouno porta residenti e visitatori alla scoperta di una città che i percorsi turistici tradizionali raramente raggiungono: i quartieri che hanno assorbito migrazioni e conflitti, le architetture che portano i segni di epoche e regimi diversi, i luoghi dove la storia ha lasciato tracce che solo chi conosce la città dall’interno sa leggere.

A guidare i tour è Francesca Pitacco, presidente dell’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia. Ogni percorso nasce da una ricerca: d’archivio, fotografica, orale. Le strade diventano pagine. I palazzi diventano personaggi.

Per Varcare la Frontiera 2026, TriestePlurale porta il pubblico dove le interferenze si vedono ancora: Barriera Vecchia, il Porto Vecchio, San Giovanni.

 

 

 

 

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Quando

da giugno a settembre 2026

 

 

 

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Dove


Barriera Vecchia
Cavana
Porto Vecchio
Parco di San Giovanni

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